My family

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Queste sono le mie gioie ma anche un bell'impegno!

domenica 12 febbraio 2012

La Malattia

Oggi voglio postare alcune pagine del mio diario. Quelle per me più importanti. Quelle che descrivono il momento in cui è cambiata la mia vita. Nella vita di tutti noi c'è un momento. Il momento che ti cambia le prospettive, il momento del tir che ti prende esattamente in pieno, il momento in cui cadi a terra e pensi che non ti rialzerai. Questo non è per commiserarmi ma per far capire che se sono quì adesso è perchè si può andare avanti e pensare ancora positivo...


"La Malattia
Era il 5 luglio 2010 quando si è insinuata nella nostra famiglia la Malattia. Già da qualche giorno stavi male e forse i nostri occhi di mamma e papà non volevano vedere il pallore, la stanchezza, il colorito giallastro, la magrezza, l'apatia che ti stavano divorando. Seppi qualche tempo dopo che molti avevano notato questo, forse qualche mese prima, ma con il senno di poi sono tutti bravi a parlare. Avevi appena compiuto sette anni. La febbre da qualche giorno. Dopo un week-end passato inconsapevolmente decidemmo di portarti dalla pediatra. Si raggelò alla sola vista del tuo pallore! Convinse tuo padre a farti urgentemente gli esami del sangue. Erano le 11.30 di un tiepido lunedì d'estate e tu dovevi essere al mare con le tue sorelle invece che in ospedale. Tornasti a casa con la ferita di guerra del prelievo e tutti furono ammirati dal tuo coraggio.
Stavamo per pranzare e squillò il telefonino di papà.... era l'ospedale... oddio cosa c'è, cosa succede, non può essere, no non può succedere questo a noi, no..... perché a noi!
I globuli bianchi impazziti, l'emoglobina a terra. Ti reggevi in piedi per un soffio. Eppure avevi ancora la voglia di giocare, tanto era forte la voglia di vivere. Ti saresti potuto tagliare e avresti sanguinato per ore, senza nessuna piastrina ho saputo solo dopo.
Alle 12.30 di quel 5 luglio la nostra vita, quella che era sempre stata fino ad allora cessò di esistere, rimase sospesa in attesa di essere ripresa e passammo in un'altra dimensione temporale. Una vita parallela fatta di ospedale, camici bianchi, analisi e prelievi, terapie e medicine, di cadute e rialzate. Poche cose buttate in una valigia e partisti con papà per l'ospedale di Pesaro, dove già sapevano, dove già ti aspettavano, dove già erano pronti ad combattere questa Malattia che divora i bambini, che si vuole prendere la vostra anima. La Leucemia.
Io rimasi a casa con le tue sorelle. Immobile, incapace di distogliere il pensiero da quella condanna, da quella croce che si era abbattuta su di noi. Cosa fare ora?
Devo dirlo, altrimenti muoio adesso. A chi lo dico? A S.? La chiamo subito e senza tanti preamboli glielo dico. C'è pianto, tanto pianto...Poi lo dico alla nonna: da allora non è più la stessa. Poi ad E.: piange anche lei, sono io a confortarla. Dicono che c'è speranza, che nei bambini si cura con successo. Abbiamo il 90% di probabilità di strapparlo alla Malattia. Cerco di convincermi io stessa... ce la faremo(?).
Che si fa in questi casi? Come si cura una malattia del genere? Mi aggrappo ai pensieri positivi per non morire sommersa da quelli negativi. Si cura. C'è anche il trapianto. Sono già iscritta all'Admo (associazione donatori di Midollo Osseo), magari può essere utile. Ma il pensiero cade sempre lì, inesorabilmente: cosa ci aspetta? Quale sarà la tua vita e la nostra da ora in poi? Cosa succederà al tuo corpo, alla tua personalità, al tuo essere bambino, alla tua infanzia, alla tua crescita ora?
Ci dicono molto poco. Una cosa alla volta. Starai per un mese in ospedale in totale isolamento da tutti per riprenderti un po' e partire con le chemioterapie.
Il prelievo di midollo osseo conferma. Non c'è scampo. Non si sono sbagliati.
Sono tutti per te. Tutti addosso a te, al tuo corpicino con amore e con violenza, per strapparti ad una sorte che in altre epoche non ti avrebbe dato speranza.
Che bello vivere nel 2000. In fondo il progresso e la ricerca fungono a questo: ci devono dare speranza. E così è!"


Se sei arrivato in fondo, amico lettore, è perchè, forse, qualcosa ti ho trasmesso. Allora fammelo sapere, potrà aiutare me , te e altri che passeranno di qui.
Grazie, V.

4 commenti:

  1. Sono arrivata in fondo... torno a guardare la foto dei tuoi bei bambini e, in particolare, di lui, sorridente, sicuro e fiero fratello maggiore. La malattia nei bambini è la cosa più brutta che ci sia. Veder soffrire chi ha come unico scopo solo sorridere, giocare e crescere è uno straziante controsenso. Non ci sono altre parole. Vi abbraccio
    Michela

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  2. Sì, sono arrivata fino in fondo. Mi hai trasmesso qualcosa ma ancora non so come definirlo. Per ora è un misto di immenso dolore (sono mamma e non so come mi sentirei se capitasse qualcosa ai miei figli), di voglia di abbracciarti forte, di grande immensa stima per la forza. Ma noi mamme lo sappiamo bene: quando serve troviamo le forze dove non sapevamo di averle.
    Io ho "solo" 2 figli. Ne avrei voluti di più (arrivo da una famiglia di 4 figli) ma... va bene così. Sono perfetti così e siamo perfetti.
    Ti ammiro, e già di voglio bene dopo aver letto pochi post.

    Purtroppo non posso fare null'altro. Ma ci sono!

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  3. Grazie cara, basta il calore delle tue parole per dare un sollievo.
    Questa è la vita: non quella che ci propinano in TV.
    Ti abbraccio, valentina

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  4. Anch'io sono arrivata in fondo e mi dispiace di aver letto solo ora. Dopo un primo momento in cui non riuscivo a smettere di piangere (SCUSA! Non sono la persona giusta per dare conforto, forse!), mi sono sentita invasa da una gran forza: la forza che sprigioni tu! GRAZIE. Sei un grande insegnamento per una mamma come me.
    Sai, se c'è qualcosa che mi fa davvero male al cuore è la sofferenza dei bambini: mi domando perchè proprio loro, così puri, indifesi, con tutta la vita davanti.
    Un desiderio vero? poter preservare ogni bambino da tutto ciò che può causargli sofferenza!
    Non ci sono assolutamente parole da aggiungere se non che CI SONO SE HAI BISOGNO, DI QUALUNQUE COSA!
    Un abbraccio forte

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